La mia prima mentore: cosa mi ha dato il vero mentoring

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Nel 2019 ero seduta in un coworking a Milano, nel quartiere Isola, a fissare il mio portatile, senza alcuna idea di come uscire dal mio lavoro 9-to-5. Poi mi si avvicinò una donna che sarebbe diventata la mia prima mentore. Quello che successe nei 18 mesi successivi ha completamente sconvolto la mia vita. Se vuoi trovare una mentore, devi sapere una cosa: non contano le belle parole, ma la pratica più concreta.
Allora avevo già letto tre libri sulla libertà finanziaria e guardato un'infinità di video su YouTube. Eppure non facevo un passo avanti. La differenza tra teoria e vera messa in pratica era enorme. Ed è qui che entrò in gioco Giulia, una consulente indipendente che dal 2014 viveva senza un datore di lavoro fisso e aveva percorso proprio la strada che vedevo davanti a me.
Come ho davvero trovato la mia mentore
La storia sembra frutto del caso, ma non lo era. Da mesi frequentavo in modo mirato luoghi in cui giravano persone come me. Il coworking del quartiere diventò la mia seconda casa. Ogni martedì e giovedì, dopo il lavoro, ci lavoravo ai miei progetti. Secondo uno studio dell'associazione tedesca dei coworking (Bundesverband Coworking Spaces Deutschland e.V.) del 2023, il 42 percento degli utenti dei coworking in Germania li usa proprio per fare networking.
Giulia mi colpì perché lavorava in modo diverso dagli altri. Mentre la maggior parte delle persone fissava gli schermi con aria stressata, lei dopo 90 minuti faceva con costanza una pausa, telefonava con calma e sembrava estremamente concentrata. Dopo tre settimane mi decisi ad avvicinarla e le chiesi direttamente come avesse fatto a mettersi in proprio.
La sua risposta fu brutalmente onesta: «Anch'io ho avuto una mentore. Senza di lei non sarei mai arrivata dove sono adesso.» Mi propose di seguirmi per tre mesi, se fossi stata pronta a mettere davvero in pratica qualcosa. Niente conversazioni teoriche, ma lavoro vero sulla mia uscita. Dissi subito di sì.
Che cosa rende davvero buona una mentore
Nelle prime due settimane Giulia smontò tutta la mia pianificazione. Io mi ero immaginata di licenziarmi e poi di vedere cosa sarebbe successo. Lei mi mostrò perché era la strada più sicura verso il fallimento. Costruimmo invece un piano concreto di 12 mesi.
Numeri concreti invece di sogni vaghi
Giulia mi costrinse a documentare le mie spese mensili al centesimo. A quel tempo mi servivano 1.850 euro netti per vivere a Milano. Poi calcolammo quanto avrei potuto realisticamente guadagnare nel mio primo anno da autonoma. Il numero era sconfortante: al massimo 2.400 euro al mese, se tutto fosse andato bene.
Significava che mi servivano almeno 15.000 euro di risparmi prima di potermi licenziare. Giulia mi aiutò a sviluppare un piano di risparmio in cui nel frattempo accettavo i primi incarichi. Questo approccio pratico fu oro e in seguito mi aiutò anche nella costruzione del patrimonio con investimenti oculati.
Feedback vero, senza abbellimenti
Una buona mentore ti dice la verità, anche quando fa male. Quando mostrai a Giulia le mie prime offerte da freelance, mi disse subito: «È troppo economico e troppo vago. Nessuno ti prenderà sul serio così.» Mi aiutò a raddoppiare i prezzi e a definire chiaramente i miei servizi. In quattro settimane ottenni il mio primo incarico da 3.200 euro.
Secondo un'indagine dell'Istituto tedesco per l'educazione degli adulti (DIE) del 2024, il 67 percento degli intervistati dichiara che il feedback onesto è il fattore più importante nel mentoring. Posso solo confermarlo. Giulia non mi risparmiava mai, ma mi mostrava sempre una via d'uscita.
Le tre lezioni più importanti della mia mentore

In 18 mesi di collaborazione ho imparato più che in tre anni di studio da autodidatta. Tre cose hanno davvero cambiato la mia vita e mi hanno aiutata a raggiungere l'indipendenza finanziaria.
- Inizia in piccolo, ma inizia subito: Giulia mi spinse a non aspettare il momento perfetto. Cominciai con un semplice profilo freelance su Upwork, mentre ero ancora al lavoro. Dopo sei settimane avevo concluso tre piccoli progetti e guadagnato 890 euro.
- La rete di contatti conta più delle competenze: mi trascinava a eventi, meetup e conferenze. Nel novembre 2019 mi portò a una conferenza tech a Milano. Lì conobbi due contatti che in seguito sarebbero diventati i miei clienti più importanti. Senza Giulia non ci sarei mai andata.
- La chiarezza finanziaria crea libertà: Giulia mi costrinse ad aprire un conto aziendale separato su N26 e a tracciare ogni entrata e ogni uscita. Questa trasparenza mi diede il controllo di cui avevo bisogno per prendere decisioni coraggiose.
Dove e come trovare una buona mentore
La domanda «Come trovo una buona mentore?» me la fanno di continuo. La mia risposta onesta: non la trovi su LinkedIn con una richiesta di contatto. La trovi frequentando i posti giusti e offrendo un vero valore aggiunto.
Consiglio tre strade concrete. Primo, i coworking come Talent Garden a Milano o Impact Hub a Roma. Lì si ritrova proprio la community che cerchi. Secondo, le conferenze di settore e i meetup. Piattaforme come Meetup.com elencano centinaia di eventi in ogni città di una certa dimensione. Terzo, le community online come i gruppi di imprenditrici su LinkedIn o Female Founders.
Il trucco non è chiedere subito il mentoring. Io offrii prima a Giulia di aiutarla in un progetto. Passai tre ore a cercare dati per una presentazione che doveva preparare. Solo dopo il nostro rapporto si sviluppò. Una mentore investe tempo in te quando dimostri di apprezzare quel tempo e di mettere in pratica ciò che ti dice.
Riconoscere la giusta chimica
Non tutte le persone di successo sono la mentore giusta per te. Giulia e io avevamo valori simili: indipendenza finanziaria, flessibilità, zero voglia di gerarchie. Avevamo anche punti di partenza simili. Anche lei veniva da un classico lavoro d'ufficio, proprio come me. Questo rendeva i suoi consigli pratici e comprensibili.
Se ti accorgi che qualcuno parla solo in teoria o ti propone strade che non si adattano alla tua situazione, non è la persona giusta. Una buona mentore capisce la tua situazione di partenza e adatta i suoi consigli alla tua realtà.
Che cosa ha significato il mentoring per la mia indipendenza finanziaria
18 mesi dopo aver conosciuto Giulia, mi licenziai. In quel momento avevo 18.500 euro sul conto risparmio e incarichi mensili per un valore medio di 3.800 euro. Senza Giulia probabilmente mi sarebbero serviti altri tre anni, oppure non avrei mai osato.
Mi aiutò anche a trovare fonti di reddito alternative. Attraverso la sua rete conobbi il lifestyle dating come possibilità di integrare il mio reddito e, allo stesso tempo, di conoscere persone interessanti. Su piattaforme come MySugardaddy non trovai solo sostegno economico, ma anche contatti che mi hanno aiutata nel lavoro.
Oggi, quattro anni dopo, guadagno in media 6.200 euro netti al mese. Lavoro da ovunque, non ho capi e nel frattempo costruisco un portafoglio di ETF e azioni a dividendo. Tutto questo non l'avrei mai raggiunto senza i primi 18 mesi con Giulia. Non mi ha dato solo conoscenze, ma soprattutto coraggio e chiarezza.
I miei consigli più importanti se vuoi trovare una mentore

Dalla mia esperienza ci sono alcuni passi chiari che funzionano. Primo, definisci con precisione in quale ambito ti serve il mentoring. Per me era il passaggio al lavoro autonomo e all'indipendenza finanziaria. Sii più specifica possibile.
Secondo, cerca attivamente persone che hanno già percorso questa strada. Non in teoria, ma in pratica. Chiedi in giro nella tua rete, vai agli eventi, fatti vedere. Io ho partecipato a 14 eventi di networking in nove mesi prima di incontrare Giulia.
Terzo, offri un vero valore aggiunto prima di chiedere qualcosa. Nessuno ha tempo per qualcuno che prende e basta. Se aiuti qualcuno con un piccolo problema o crei un collegamento prezioso, si aprono delle porte. Quarto, sii pronta a investire denaro. Molte mentori non lavorano gratis, ed è del tutto normale. Giulia dopo tre mesi chiese 200 euro al mese per due call e domande illimitate via mail. Valeva ogni centesimo.
Che cosa il mentoring non è
Il mentoring non è una bacchetta magica. Giulia non poteva togliermi il lavoro dalle mani. Non poteva far sparire con un incantesimo le mie paure. Quello che poteva fare: mostrarmi quali passi funzionano e quali sono una perdita di tempo. Poteva richiamarmi alle mie responsabilità quando trovavo scuse. E poteva aprirmi porte che da sola non avrei mai trovato.
Una mentore non sostituisce nemmeno la tua ricerca e il tuo ragionamento. Parallelamente al mentoring ho investito centinaia di ore in formazione, leggendo libri e seguendo corsi. La differenza è che Giulia mi aiutava a imparare le cose giuste e a non consumare contenuti a caso.
Domande frequenti su come trovare una mentore
Come trovo una buona mentore per l'indipendenza finanziaria?
Comincia dalle community che si occupano di modelli di vita alternativi. I coworking, i meetup sulla libertà finanziaria o i gruppi online come Female Finance Forum sono buoni punti di partenza. Assicurati che la persona abbia già percorso la tua strada e possa mostrare risultati concreti. Offri prima un valore aggiunto, poi chiedi il mentoring. Il networking è la chiave, proprio come ho descritto nel mio articolo su come costruire una rete senza una carriera tradizionale.
Che cosa mi dà davvero una mentore?
Una buona mentore ti fa risparmiare anni di tentativi ed errori. Ti mostra quali passi funzionano e quali no. Ricevi un feedback onesto, accesso alla sua rete e qualcuno che ti richiama alle tue responsabilità. Nel mio caso Giulia ha fatto la differenza tra un «prima o poi» e un piano concreto di 12 mesi con traguardi misurabili. Senza di lei avrei probabilmente passato altri tre anni nel mio lavoro.
Il mentoring costa sempre?
Non sempre, ma spesso. Molte persone esperte all'inizio offrono mentoring gratuito, se la chimica funziona e dimostri impegno. Giulia nei primi tre mesi non chiese nulla. Dopo, pagai 200 euro al mese, che rispetto al valore ricevuto era ridicolmente poco. Alcune mentori chiedono da 500 a 1.500 euro al mese. Se qualcuno ti aiuta davvero a fare un salto, è uno dei migliori investimenti in assoluto.
Quanto dovrebbe durare un rapporto di mentoring?
Dipende dai tuoi obiettivi. La mia collaborazione con Giulia è durata 18 mesi in modo intenso, poi siamo rimaste in contatto saltuariamente. Per progetti concreti a volte bastano da tre a sei mesi. L'importante è definire obiettivi chiari e verificare regolarmente se stai facendo progressi. Se dopo tre mesi non è successo nulla, c'è qualcosa che non va, o nella mentore o nella tua messa in pratica.
Posso avere più mentori contemporaneamente?
Assolutamente. In seguito, oltre a Giulia, ho avuto una mentore per gli investimenti e una per la crescita personale. Ognuna copriva un ambito diverso. L'importante è non ricevere troppi input tutti insieme, rischiando di restare paralizzata. Concentrati prima su un tema e su una mentore, finché non vedi dei progressi. Poi puoi ampliare.
La mia conclusione dopo quattro anni
Trovare una mentore è stata la decisione migliore sulla mia strada verso l'indipendenza finanziaria. Giulia non mi ha solo mostrato come uscire dal 9-to-5, ma mi ha anche dato la fiducia per percorrere la mia strada. Mi ha aiutata a sopravvivere al primo anno da autonoma, a costruire la mia rete in modo strategico e a trovare fonti di reddito a cui prima non avevo mai pensato.
Se sei proprio al punto in cui ero io nel 2019, smetti di aspettare. Cerca attivamente persone che hanno percorso la strada che vuoi percorrere tu. Investi tempo nel networking, offri valore aggiunto e sii pronta ad accettare un feedback onesto. Una buona mentore cambierà la tua vita, ma solo se sei pronta a fare il lavoro.
Comincia oggi. Vai a un meetup, iscriviti a un coworking o entra in una community online. La persona che cambierà la tua vita non sta aspettando te. Devi trovarla tu.