Un vero manicomio - Non c'è via d'uscita

I miei colleghi di lavoro mi stressano! Preferirei fare le valigie e sparire. Lo stesso vale per il mio collega Marco. La nostra azienda ha costruito una nuova sede e siamo stati trasferiti in uffici più grandi. Ora siamo bloccati insieme ai nostri quattro tanto amati colleghi e colleghe.

Per fortuna ho ancora Marco al mio fianco. Però ogni giorno una cosa è certa: i colleghi di lavoro ci stressano!

Cominciamo da Daniela. Daniela è lenta e non si schioda quasi mai dalla sedia. Ci sta incollata, o meglio, ci è proprio attaccata. Da quella posizione osserva assolutamente tutto e tutti! Raccoglie le sue informazioni con i suoi occhi rapidi e sospettiamo che la sera, a casa, tenga un diario di rapporto. Quante volte abbiamo lasciato la stanza o parlato tra di noi.

Perché è una "spiona". Fa rapporto in continuazione. E precisamente due porte più in là. I nostri colleghi ci stressano così tanto che ci siamo concessi uno scherzo. Alcune volte al mese riceve una rosa sul parabrezza con una lettera d'amore. Pensa che sia il suo ex. Lasciamola pure in questa convinzione.

E quello che proprio non sopportiamo: raschia il vasetto dello yogurt come se non ci fosse un domani! Prima o poi avrà sicuramente bucato il fondo del coperchio.

Andiamo avanti con il signor Rossi. È l'imprevedibilità in persona e qui si aggiunge anche il signor Colombo!

[caption id="attachment_445" align="alignright" width="300"]Colleghi di lavoro stressanti Colleghi di lavoro stressanti[/caption]

 

Il signor Rossi e il signor Colombo sono due facce della stessa medaglia, mettili nello stesso sacco e ci stanno di sicuro!

Il signor Rossi ha problemi alla tiroide e, quando non ha preso le sue pastiglie, è insopportabile. Quando la mattina entra dalla porta con la faccia rossa, ci mettiamo al riparo. Possiamo davvero dire ad alta voce: "I colleghi di lavoro ci stressano!"

Il peggiore in assoluto è il sergente maggiore Colombo. Un anno fa i vertici hanno deciso che ci serviva un capo reparto. Ed è entrato lui dalla porta con i suoi 2 metri. Magro, fumatore incallito e spaccone senza pietà! Si vanta continuamente di andare sempre a mangiare in posti costosi. Pensa di sapere tutto della vita e si atteggia a padreterno.

Marco e io una volta eravamo in due in una stanza. Dentro di noi abbiamo già dato le dimissioni. Solo che l'azienda paga così bene che non è così semplice presentare davvero le dimissioni. A lungo andare, però, non ce la facciamo. Per questo c'è un solo consiglio: "armarsi di pazienza e aspettare!".